TIFO PER MIO FIGLIO E ME NE VANTO…….O FORSE NO???

Un valore aggiunto alla Polisportiva San giacomo, è da riscontrare nella sua tifoseria che per quello che ho potuto osservare in svariate gare di più categorie,  mantiene sempre un atteggiamento consono al senso che viene dato alla partita e a quello che essa rappresenta per tutti i SANGIACOMINI.

Ma chi sono questi tifosi?….Semplice….Mamma e Papà!!!

In altre occasioni invece nelle varie manifestazioni, mi è capitato di osservare  tifoserie avversarie che non sempre raffinavano quel self control  che contraddistingue i nostri supporters.

A bordo campo Mamma o Papà delle volte esagerano, non è inusuale sentire frasi del tipo:  ” Muovitiii! sei addormentato?, dai che tanto gli avversari sono scarsi!, Ma l’allenatore ci vede? perché fà scendere in campo quello che non vale nulla se stiamo vincendo! ecc…”.

Questi atteggiamenti rivolti ai ragazzi ( credetemi hanno al posto delle orecchie delle antenne ipersviluppate e quindi ascoltano tutto, o magari,  durante questi commenti, dietro ci sono i genitori dei diretti interessati con conseguente figuraccia), ledono la loro tranquillità e la voglia di divertirsi. Si rischia di ottenere un effetto boomerang,  caricandoli di troppe aspettative e pressandoli in modo eccessivo, si può far venire il classico rifiuto al gioco con conseguente e prematuro ritiro dallo sport.

Lascio perdere l’ambito degli insulti che fortunatamente sono rari (almeno con i piccoli) ma haimè presenti.

Ho provato a descrivere alcuni di questi genitori creando una specie di identikit per ogni tipologia. Vediamo se qualcuno di voi (tentando di essere obbiettivi ) si riconosce fra questi.

GENITORE CHIOCCIA: Quello che sempre e comunque difende a spada tratta il figlio, giustificandolo indipendentemente da quello che fà; se gioca male è colpa dei compagni che passano male la palla, se è in panchina l’allenatore capisce di calcio quanto un fagiano si intende di immersioni in mare aperto e preferisce Tizio perché magari è amico di suo padre; ha fatto un fallo di reazione  all’avversario? bene così la prossima volta ci pensa due volte prima di contrastare mio figlio ecc…

I risultati ottenuti da questa categoria  sono quelli di non far assumere ai propri figli le responsabilità delle proprie azioni, gli si insegna a non rispettare i compagni e il mister e a non avere fiducia nella squadra.

Soluzione? bisogna imparare a frenare la lingua, lasciare che i ragazzi imparino a faticare da soli capendo che è molto più gratificante superare le difficoltà che essere sempre protetti e giustificati.

GENITORE ASSENTEISTA: Quello che a ogni allenamento o gara arriva perennemente in ritardo, pensando allo sport come a un optional , che gli unici doveri del proprio figlio siano quelli di studiare e  comportarsi in maniera educata. Quello che dal cappello magico tira fuori frasi del tipo: ” Vai  male a scuola?  Scordati il pallone!;  non ubbidisci? Un mese senza allenamenti!; domani non c’è allenamento? Evvvvvaiiii!!!”.

Gli insegnamenti che diamo con questi atteggiamenti, sono l’opportunità di non mantenere gli impegni presi, e di poter mollare alla prima difficoltà che gli si presenta davanti, che lo sport è un valore indefinito, che è solo un hobby, un passatempo inutile.

Soluzione? Dobbiamo dare ai nostri figli gli incentivi necessari a continuare nel loro cammino anche se per noi è noioso o faticoso portarli agli allenamenti e alle partite, non esterniamogli la nostra repulsione allo sport, anzi dimostriamogli che siamo orgogliosi sempre e comunque del loro operato. Facciamogli capire  che lo sport deve essere equiparato allo studio e che porta benefici non solo fisico-motori ma anche a livello mentale;  rafforzando lo spirito di gruppo, permettendo di raffrontare le prorie paure potendole confrontare anche con altri al di fuori del settore scolastico.

Se il ragazzo ha un basso rendimento scolastico o un comportamento indisciplinato, parliamo con il mister per trovare una giusta punizione; come ad esempio farlo allenare senza fargli fare la partitella o quantomeno facendogli capire  con intelligenza e collaborazione che scuola e sport sono in simbiosi e in caso di mancanza nell’una o nell’altra, verranno presi provvedimenti per far sì che le cose migliorino.(Ogni caso andrebbe valutato dai genitori con il mister e il dirigente della squadra). Questo è solo un esempio, ci sono mille modi per far capire quale sia la  strada giusta da percorrere per ottenere dei risultati positivi.

GENITORE ULTRAS: Questo è per antonomasia quello più semplice da identificare: E’ colui che non riesce a seguire il gioco , impossibilitato a guardare il proprio figli che si diverte in una gara anche se magari stà perdendo, inveisce su tutto e su tutti, dotato di un bassissimo senso di fairplay  e che tutti si girano a guardare, primo fra tutti il figlio rosso in viso per la vergogna che vorrebbe sprofondare sotto il dischetto del calcio di rigore per non fare capire che quello è proprio il suo genitore. Quello che ha il figlio che fà il portiere e si mette proprio dietro la rete per dire a suo figlio (mentre stanno arrivando  in contropiede tre avversari in corsa) dove mettersi e come  afferrare la palla……GOOOOL DEGLI AVVERSARI…. (il bambino ora si sente anche gli insulti perchè era girato)….”ma papà mi hai distratto tu!!!”   “Si figlio mio  ma mica ti ho detto di girarti devi rimanere concentrato!!! “.

Soluzione?:  Papà levati da dietro la portaaaa!!!, ok al tifo ma quello positivo magari elogiando anche gli avversari in una bella azione o applaudendo il portiere della fazione opposta per la bella parata appena fatta!!!. Difficile tifare anche per gli avversari? non credo quando la partita è bella e i ragazzi stanno giocando al massimo dell’impegno con il sorriso sulle labbra (e non per  per mancanza di ossigeno   o per una paresi dovuta dalla masticazione della cicca!!!) ma semplicemente perché si divertono!. Così facendo si insegnano  ad avere un comportamento coretto verso tutti,  a non essere egoisti con smania di protagonismo, gratificandosi non solo per se stessi ma appagandosi anche per il lavoro degli altri (e questo è rapportato alla vita di tutti i giorni non solo allo sport!).

GENITORE ALLENATORE: Quelli che si intromettono negli allenamenti e nelle partite…(tipo il papà dietro la porta)…  dando a destra e a manca consigli tecnici, quelli che di ritorno  in macchina analizzano alla moviola ogni minuto della partita evidenziando gli errori, creando così confusione nel figlio che non riesce a percepire il suo allenatore (quello vero) come punto di riferimento che per altro ha tutte le qualifiche e la competenza per insegnare in modo corretto.

Soluzione?: Lasciare piena autonomia e fiducia al mister che sà come  lavorare per il bene dei ragazzi che a loro volta rispetteranno e seguiranno senza contrastarli.

GENITORE PROCURATORE: Quello convinto di avere in casa il nuovo Maradona, colui che ripone nel proprio figlio tutte le sue frustrazioni e gli insuccessi  della vita.Vede già in lui (magari a soli 5 anni) il campioncino capace  di giocare nelle migliori società non tenendo conto che  nel posto in cui si trova ha legato con i compagni e si sente sereno. Con troppa pressione si rischia di portarlo a un rinnego per l’agonismo portandolo ad abbandonare anzitempo quello che magari per lui era un gioco sano e divertente.

Soluzione?: Lasciare le aspettative per qualche anno, dando la possibilità al bambino di non pensare a quello che potrà diventare ma facendogli gustare il momento presente così da non forzare il talento che se c’è senza dubbio al momento giusto verrà considerato.Se ci sono ragazzi particolarmente dotati, verranno notati  nel tempo,  il vero prodigio non passa mai inosservato.

Vi ritrovate in una di queste categorie?  Bene…cioè …MALE!!!!

In tal caso facciamo in modo  di correggere determinati atteggiamenti in campo (e fuori)    per permettere ai nostri figli di vivere il  LORO personale sogno secondo le LORO esigenze.  Rendiamogli la vita un pò più serena. LORO vogliono fare solo una cosa…giocare….giocare…..giocare….giocare    e poi ancora giocare.

 

 

Ciao e alla prossima!!!

 

TIFO PER MIO FIGLIO E ME NE VANTO…….O FORSE NO???